domenica 4 gennaio 2015

Londra e la finta leggerezza del suo essere.

                                                                                                             22 Novembre 2014

Quarto giorno di Londra.
Km di luci e negozi.
Km di bus e taxi.
Km di profumi di curry e cibo cinese.
E in tutto questo spazio che si estende è l'altezza che manca.
Le nuvole rendono l'atmosfera bassa ed il cielo appeso.
La pioggia è una tenda leggera di una trasparenza infantile, un arredo da camera di neonato. Bianca.
L'inversione non è solo della marcia;
tutto è come capovolto.
Sembra di camminarci appesi a quel cielo.
Upside down.
La lentezza con cui il canale si fa attraversare dalle lumache marine e la velocità con cui ne rompono il muro del silenzio.
E' una cartolina che non esiste Londra.
Avvolta nei suoi segreti.
E' la capitale di un'isola diversa.
Nessun Colombo può scoprirla prima di visitarla.
Una navigazione virtuale non è che un mimo visto da un cieco.
Una navigazione virtuale non ne svela i suoi movimenti.
A quei bus rossi che scorrono come sangue nelle arterie e trasportano globuli umanin carichi di ossigeno da cederle.
Cellule con molti occhi avidi di desideri da realizzare, lasciano l'aria del proprio corpo per cercare un posto nel cuore di Londra.
E lei può accogliere tutti.
Ma può amarli come l'amano la prima volta i visitatori che vengono dallo spazio?

                                                                                                                                Maria Cairo

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