24 Novembre 2014
Tutti vogliono momenti di poesia.
Sotto la metro un violino giallo urla melodie di sole, sveglia il dormiente lato di chi, come una macchina, porta avanti la sua vita facendo rifornimento di caffè.
Il violino giallo è un'arma di pace.
Emana calore come il sole e se lo ascolti senza orecchie torni a giocare come un bambino nel parco il primo giorno di primavera.
Il violino giallo è la fine dell'inverno a Novembre.
E' la speranza.
E' un segnale stradale che ti indica di lasciare questo tubo, di smetterla di essere formica impegnata a lavorare e ad accumulare.
Con chi condividi il cibo che raccatti se non hai il tempo di sederti intorno ad un tavolo con i tuoi figli?
Non prenderti una vacanza dal lavoro, prenditi una vacanza da questo modo di vivere.
Guarda! Non è un'illusione ottica o una trovata pubblicitaria di alcuni architetti rivoluzionari...QUELLO E' IL CIELO!
Licenzia il robot che è in te. Non ne hai bisogno.
Il lavoro non ti da niente se vedi ciò che ti toglie.
Non illuderti di essere quello che manda avanti la macchina...Tu non sei che un pezzo di quella macchina, e se te ne vai o ti rompi, ti sostituiscono senza provare troppa mancanza.
Esci dalla terra.
Rinasci dal fango che ti ha coperto fino ad ora.
Respira.
E' l'aria che non esce dai climatizzatori questa.
Il vento ti da uno schiaffo in piena faccia.
Piangi.
Ben tornato a casa.
Buon compleanno zero.
domenica 4 gennaio 2015
Londra e la finta leggerezza del suo essere.
22 Novembre 2014
Quarto giorno di Londra.
Km di luci e negozi.
Km di bus e taxi.
Km di profumi di curry e cibo cinese.
E in tutto questo spazio che si estende è l'altezza che manca.
Le nuvole rendono l'atmosfera bassa ed il cielo appeso.
La pioggia è una tenda leggera di una trasparenza infantile, un arredo da camera di neonato. Bianca.
L'inversione non è solo della marcia;
tutto è come capovolto.
Sembra di camminarci appesi a quel cielo.
Upside down.
La lentezza con cui il canale si fa attraversare dalle lumache marine e la velocità con cui ne rompono il muro del silenzio.
E' una cartolina che non esiste Londra.
Avvolta nei suoi segreti.
E' la capitale di un'isola diversa.
Nessun Colombo può scoprirla prima di visitarla.
Una navigazione virtuale non è che un mimo visto da un cieco.
Una navigazione virtuale non ne svela i suoi movimenti.
A quei bus rossi che scorrono come sangue nelle arterie e trasportano globuli umanin carichi di ossigeno da cederle.
Cellule con molti occhi avidi di desideri da realizzare, lasciano l'aria del proprio corpo per cercare un posto nel cuore di Londra.
E lei può accogliere tutti.
Ma può amarli come l'amano la prima volta i visitatori che vengono dallo spazio?
Maria Cairo
Quarto giorno di Londra.
Km di luci e negozi.
Km di bus e taxi.
Km di profumi di curry e cibo cinese.
E in tutto questo spazio che si estende è l'altezza che manca.
Le nuvole rendono l'atmosfera bassa ed il cielo appeso.
La pioggia è una tenda leggera di una trasparenza infantile, un arredo da camera di neonato. Bianca.
L'inversione non è solo della marcia;
tutto è come capovolto.
Sembra di camminarci appesi a quel cielo.
Upside down.
La lentezza con cui il canale si fa attraversare dalle lumache marine e la velocità con cui ne rompono il muro del silenzio.
E' una cartolina che non esiste Londra.
Avvolta nei suoi segreti.
E' la capitale di un'isola diversa.
Nessun Colombo può scoprirla prima di visitarla.
Una navigazione virtuale non è che un mimo visto da un cieco.
Una navigazione virtuale non ne svela i suoi movimenti.
A quei bus rossi che scorrono come sangue nelle arterie e trasportano globuli umanin carichi di ossigeno da cederle.
Cellule con molti occhi avidi di desideri da realizzare, lasciano l'aria del proprio corpo per cercare un posto nel cuore di Londra.
E lei può accogliere tutti.
Ma può amarli come l'amano la prima volta i visitatori che vengono dallo spazio?
Maria Cairo
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