domenica 10 novembre 2013

Fiera dell'amore interrotto.

Siamo vittime di amori scombinati.
Siamo soli nell'amore.
Come il treno che arriva e quello che parte
sarebbero insieme solo se uno dei due smettesse di correre dietro la sua tabella di marcia.
Ma se lo facesse si scontrerebbero.
Si massacrerebbero le labbra, provocherebbero morti e feriti.
Nel loro incidente amoroso molti perderebbero la vita, e anche loro ne uscirebbero come uomini di latta.
Ma in quello scontro, in quell'esplosione di lamiere, quante energia si libererebbe?
Un enorme fungo rosa che fotograferebbero da tutto il mondo,
il più grande spettacolo dopo il big bang.

E ogni volta che due si amano
e si lasciano detonare per amarsi all'unisono
e decidono di non scappare in direzioni opposte per poi vedersi solo passare,
ogni volta è una nuova esplosione cosmica.
E nell'orgasmo e nella vita c'è la creazione di un nuovo universo.

Ma è questo il nostro destino?
Vederci scivolare dalle mani a fasi alterne scatenando tempeste tropicali e maremoti?
Uragani di parole vacue e di promesse finte?
Ogni volta che quegli uragani passano sulla mia casa mi scoperchiano i pensieri.
Mai vorrei ferirti.
Mai più tornerò docile come l'acqua del mare alla Luna.
Non subisco più le tue attrazioni gravitazionali.
Queste maree mi fanno venire il mal di mare.
Tu non sei più mio.
Non lo sei mai stato.
                                                                                           21 settembre 2013

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